modeviolet:

”[…] Non capivo quello che mi stava accadendo, ma una convinzione era lì, ferma che m’aspettava: non avrei cercato un senso agli avvenimenti.
Per troppo tempo, mi ero fatta domande, sul perché le nuvole, spesso sono solo mutaforme effimere ed altre invece, sono bolle di sapone che diventano città…

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Alla compagna di viaggio

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

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modeviolet:

Andò dal Venditore di Rimedi. 
Chiese 3 pezzi di indifferenza e 40 passi di distanza.
Pagò con 7 monete di rabbia e qualche spicciolo di incostanza. 
Un pagamento ragionato il suo. Voleva levarsi di dosso quelle sensazioni.  
Si mise a sedere sotto il ricordo di quel salice che era stato casa sua, quando era bambina.
Aveva fame. Fame di cose belle e per averle, capì che doveva manipolare, mangiare e digerire tutto quello che le causava nausea e schifo. 
Preparò il pane della pazienza.
In una mano frantumò il lievito delle questioni di principio idiote, aggiunse un cucchiaio di passato dimenticato, sciolto nell’acqua tiepida del presente che non sarà mai, un potenziale futuro.  
Mescolò tutto con i punti di domanda.
Chè non è questione di amore, odio, nostalgia o disincanto. 
Il problema vero è la misura.
Aspettò diverse lune.  
Chiese alla luna a stregatto di donare alla sua logica, un pò di sano scombussolamento. Alla luna a sofficino, rubò un pò di risate. Poi incontrò la luna piena con cui parlò del “quanto basta”.  
In fondo, lei voleva tutto, ma in una dose che riuscisse a capire e che fosse giusta. Giusta per lei.
Ed il “q.b.” è pura istintività, combinato con la capacità di aver provato e riprovato, fino ad ottenere il risultato perfetto. Ed in quei tentativi, l’errore, assume una dimensione plausibile e necessaria che sa di perdono senza condizioni.
Bevve un calice di sogni sparsi e qualcosa che aveva il sapore di amore, forse.
Mangiò il pane che aveva preparato e fece la cosa più semplice e complicata che la gente possa fare: “andare verso”. 

e da qualche parte andremo?

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Vita da cazzo o cazzo di vita?

Nessun cazzo sarà mai duro come la vita.

(John Giorno)

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modeviolet:

C’è una foto dove non ti riconosci ed una dove vorresti esserci ma non compari.L’odore di febbraio muove acqua che quasi non scorre più. Qualcosa non arriva anche se del vento segue la scia e il fuoco disegna strade di tabacco. Un peso corporeo che non stropiccia le coperte ingiallite, di due materassi che anche costretti, non ne fanno uno, ma appoggiarsi senza disturbare è una regola stupida.Cammina un piede dopo l’altro, con l’attenzione di chi non vuole calpestare i ritmi silenziosi delle maioliche, nella stanza dei propri “non so”. 

modeviolet:

C’è una foto dove non ti riconosci ed una dove vorresti esserci ma non compari.
L’odore di febbraio muove acqua che quasi non scorre più. 
Qualcosa non arriva anche se del vento segue la scia e il fuoco disegna strade di tabacco. 
Un peso corporeo che non stropiccia le coperte ingiallite, di due materassi che anche costretti, non ne fanno uno, ma appoggiarsi senza disturbare è una regola stupida.
Cammina un piede dopo l’altro, con l’attenzione di chi non vuole calpestare i ritmi silenziosi delle maioliche, nella stanza dei propri “non so”. 

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Nine songs

The XX - Crystalised

( L’ultima non poteva che essere questa)

Scriveremo : ” Noi mangiamo molte noci”, e non “Amiamo le noci”, perchè il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. “Amare le noci e “Amare nostra madre”, non vuole dire la stessa cosa. La prima formula descrive un sapore gradevole in bocca, e la seconda un sentimento. Le parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe;è meglio evitare il loro impiego e attenersi alla descrizione degli oggetti, degli essere umani e di se stessi, vale a dire alla descrizione fedele dei fatti.
Agota Kristof

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modeviolet:

..ma hai scoperto di volere essere scelto a piene mani, di fronte al niente e in rispetto al tutto. 


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